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Visualizzazione dei post da 2012

La paura

Nella paura non si vince e non si perde, essa semplicemente "é".

   Vuoi combatterla, analizzarla, trasformarla, superarla; provare di essere più forte, ma così facendo tu te la proponi, te la proietti ed essa appare sempre come paura, altrimenti, se non ne avessi, non sarebbe paura, quindi ogni volta che tu la vuoi superare, vincere, o provare a sentirti più forte, non fai che proiettartela davanti ed essa appare, perchè sei tu che te la crei, sei tu che la te la poni davanti appunto per vincerla e così facendo non potrai mai vincerla perchè tu la ricrei ogni volta che la richiami a te.
Puoi superare con sforzo una tua specifica paura, ma non la paura in sè.

   Quando comprendi questo, accetti che essa semplicemente esiste, che è una parte oscura di te che accetti, senza vincenti nè vinti, allora passi oltre, smetti di creartela nella tua vita, di proiettartela davanti, la lasci andare e scegli di non avere più paura, ossia di non procurartela più, perchè lei non è più forte d…

L'abbondanza

Nel mio blog, ho descritto l'abbondanza come “la consapevolezza della propria ricchezza interiore che si espande all'esterno”, quindi, secondo me, non è cercarla all'esterno di noi, ma trovarla al nostro interno, rendersene consapevoli che è già in noi tanto da poterla espandere all'esterno.
Invece molto spesso l'idea che abbiamo di essa è di avere abbondanza di soldi e vivere liberi e felici.
Pensiamoci un attimo: chi è in noi che ci fa desiderare un'abbondanza economica? Non certo la consapevolezza di essere già ricchi interiormente, anzi denota propria una “mancanza” che sentiamo in noi. Pensiamo che avere un bel conto in banca, un buono stipendio o pensione e una casa tutta nostra sia abbondanza; si che lo è, ma se noi dipendiamo da questo non è libertà, ma protezione, se questa proviene dalla paura di vivere non è libertà, perchè la paura comunque rimane, magari di perdere tutto e la paura non è libertà, ma chiusura e questa abbondanza è solo provvisoria.
La v…

IL RITORNO DEL CRISTO

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La storia biblica ci dice che gli ebrei non hanno riconosciuto il Cristo che da tempo aspettavano, quello che li avrebbe liberati dai soppressori; hanno ascoltato la loro mente, l'immaginario che avevano del Cristo e non hanno ascoltato le sue parole, il suo essere, col proprio cuore; lo hanno rifiutato.
Penso che la storia biblica sia anche una storia individuale in ognuno di noi, ogni fatto esterno è anche un fatto interiore che avviene nel nostro inconscio. E in questo credo che anche noi non riconosciamo il Cristo dentro di noi, quello vero ma che forse non ci piace, non assomiglia all'immaginario che abbiamo di lui nella nostra mente. Alto, biondo, con gli occhi azzurri, che fa miracoli, che è amato e con grande carisma. Eppure Cristo dice che lui è anche nel mendicante, nel bambino e che dovremmo saperlo vedere anche nella creatura più abbietta.
Allora vediamo un mendicante, immaginiamo che sia Lui, gli facciamo l'elemosina e pensiamo di ricevere poi il premio in paradi…

LIBERTA' O SICUREZZA?

In questa dimensione umana l'uomo è alla ricerca di una sopravvivenza, di limitare i danni e sofferenze del proprio corpo e della propria mente e in questo si costruisce un riparo, un rifugio sia fisico che psicologico ed inizia a vivere con una corazza protettiva.

Tutto è protezione per lui. Si protegge dal nemico, dalle intemperie atmosferiche, da tutto e da tutti ed è giusto che sia così, la protezione è istintiva, ma poi, con l'evolversi della sua coscienza queste paure piano piano fanno spazio ad un bisogno di libertà, di vivere e non più sopravvivere.
Inizia a comprendere che la ricerca di protezione, di rifugio ti porta come conseguenza una prigionìa, una dipendenza da qualcosa o da qualcuno in ogni settore, lavoro, sentimenti ecc. Fino ad un certo punto questa cosa va bene, la sicurezza di una protezione è una buona scelta, ti senti al sicuro e questo ti fa accettare una certa prigionìa, piccola o grande che sia, ma l'uomo evoluto non l'accetta più, la sua anima …

2012 ANNO DEL MIO CAMBIAMENTO

Si parla tanto dell'anno 2012 e del cambiamento di consapevolezza, però io non voglio parlarne in generale, ma riguardo il mio personale cambiamento.

Dal 1° febbraio infatti ho cambiato vita, mi sono trasferito in un'altra città, non molto lontana dalla mia, circa 60 km, ma quanto basta per vivere una vita diversa da quella vissuta finora.
Ho colto un'opportunità e inizio a vivere una vita tutta mia all'insegna dell'arte. A proposito ho anche un blog artistico http://sculpture-finucci.blogspot.com/.

Sicuramente continuerò ad occuparmi di consapevolezza e a scrivere qui, ma per ora sono molto concentrato su questo mio nuovo progetto.

Prima di questo ho passato un periodo molto significativo per me che mi ha fatto capire cose molto importanti dentro di me. Forse era l'ultimo imput per darmi la svolta necessaria, fatto sta che in quel periodo critico, il giorno del mio compleanno avevo bisogno di stare un giorno fuori casa e me ne sono andato fuori.
Non sapevo se …

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